Protezione e sicurezza per la tua infrastruttura IT
Le minacce informatiche evolvono ogni giorno e nessuna organizzazione è immune. Ransomware, phishing, data breach, attacchi DDoS: i rischi sono concreti e i costi di un incidente di sicurezza possono essere devastanti, sia in termini economici che reputazionali.
Il costo medio di un data breach in Italia è di 3,35 milioni di euro (fonte: IBM Cost of a Data Breach Report). Ma oltre ai costi diretti, ci sono danni intangibili: perdita di fiducia dei clienti, impatto sulla brand reputation, sanzioni GDPR, interruzioni operative.
La cybersecurity non è più un tema solo IT: è un imperativo strategico di business. In un mondo sempre più digitale e connesso, la sicurezza informatica diventa un differenziatore competitivo e un requisito per fare business.
Il perimetro di sicurezza tradizionale non esiste più. Con cloud, mobile, IoT, remote working, i dati e le applicazioni sono distribuiti ovunque. Servono approcci moderni basati su:
Proteggiamo l'intera infrastruttura IT con un approccio olistico che copre ogni layer:
La maggior parte dei breach parte da credenziali compromesse. L'IAM è fondamentale per controllare chi accede a cosa:
Un'unica autenticazione per accedere a tutte le applicazioni aziendali. Semplifica l'esperienza utente e aumenta la sicurezza eliminando password multiple e deboli.
Aggiunge un layer di sicurezza oltre la password: OTP via SMS, app authenticator, biometria, token hardware. Anche se la password è rubata, l'attaccante non può accedere senza il secondo fattore.
Gestisce account privilegiati (admin, root, service account) con vault sicuri, session recording, just-in-time access. Gli account privilegiati sono il target preferito degli attaccanti.
Gestisce il ciclo di vita delle identità: provisioning automatico, de-provisioning quando un dipendente lascia l'azienda, certificazioni periodiche degli accessi, segregation of duties.
La sicurezza non è solo tecnologia: serve anche governance e processi.
Assicuriamo conformità a standard e normative di settore:
Definiamo policy di sicurezza chiare e implementiamo procedure operative:
Il nostro SOC as a Service offre monitoraggio 24/7 della sicurezza senza bisogno di team interno:
Centralizza log e eventi da tutti gli asset IT, correla eventi per rilevare minacce complesse, genera alert su anomalie. Utilizziamo piattaforme leader come Splunk, QRadar, Azure Sentinel.
Scan periodici, tracking vulnerabilità, remediation workflow, reportistica executive.
Testa le tue difese prima che lo faccia un attaccante reale.
Anche con le migliori difese, gli incidenti possono accadere. Serve un piano per garantire continuità operativa:
Identifica processi critici, RTO (Recovery Time Objective), RPO (Recovery Point Objective), impatto finanziario di downtime.
Playbook dettagliati per rispondere a incidenti: chi fa cosa, escalation, comunicazioni interne/esterne, forensics, recovery.
L'anello debole è l'utente. Il 90% dei breach inizia con un errore umano (phishing, password debole, social engineering). La formazione è essenziale:
Dipende da dimensione, settore, rischio. Una regola di thumb: 5-10% del budget IT. Ma più che il numero assoluto, conta allocare il budget dove serve: prima proteggere gli asset critici, poi espandere. Un risk assessment aiuta a priorizzare gli investimenti.
Falso. Il 43% degli attacchi colpisce PMI (fonte: Verizon DBIR). Gli attaccanti preferiscono PMI perché hanno difese più deboli. Ransomware e phishing non discriminano: basta una email malevola per compromettere l'intera rete.
Non necessariamente. Molte PMI usano SOC as a Service o MSSP (Managed Security Service Provider). Esternalizzando il monitoring 24/7 e l'incident response, risparmi costi di assunzione/formazione e hai subito accesso a competenze specialistiche.
1) Isolare immediatamente i sistemi infetti per bloccare la propagazione. 2) Non pagare il riscatto (non garantisce il recupero dati e finanzia i criminali). 3) Chiamare esperti di incident response. 4) Ripristinare da backup. 5) Fare forensics per capire come è avvenuto l'attacco. 6) Implementare remediation per evitare ricorrenza.
Dipende dallo stato attuale. Un'azienda che parte da zero può richiedere 3-6 mesi per: mappare i dati personali, implementare misure di sicurezza, scrivere policy/procedure, formare il personale, nominare DPO, documentare tutto. Ma la compliance GDPR è un processo continuo, non un progetto one-off.